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Ormai ci siamo. Le vacanze sono terminate un pò per tutti e si può dunque pensare al nuovo anno scolastico. Il calendario scolastico 2010/2011 in particolare è già pronto e andiamo a vedere cosa attende gli studenti italiani a partire dai prossimi giorni.
I primi a tornare sui banchi di scuola saranno gli studenti del Trentino, il 9 settembre 2010. Il 13 invece toccherà ai ragazzi di Alto Adige, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.
Il 14 settembre sarà la volta dell’Emilia Romagna, il 15 la Campania, Sardegna e Toscana mentre il 16 Basilicata, Marche e Sicilia.
Le scuole chiuderanno l’8 giugno 2011 in Marche ed in Puglia, il 9 giugno in Veneto e il 10 giugno in Sardegna; per gli studenti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria e Valle d’Aosta le scuole chiuderanno le attivitò invece, sabato 11 giugno.
Gli esami di maturità invece prenderanno il via il 22 giugno 2011.
Oggi all’istituto alberghiero di Maruggio, vicino Avetrana è tempo di ripresa delle lezioni come in molte altre parti d’Italia. Perchè ci interessiamo di questo istituto? Perchè oggi un banco è rimasto vuoto.
Si tratta dle posto di Sara Scazzi, recentemente scomparsa senza lasciare traccia di sè proprio da Avetrana.
E’ dal 26 agosto che non si sa più nulla di Sara ed era doveroso, parlando di scuole e di giovani, dedicarle questo post.
Ormai si teme il peggio anche se resta ottimismo tra i compagni di scuola.
Intanto si susseguono notizie e persone che giurano di aver visto la ragazza, chi a Firenze, Caserta, Napoli, Grottaglie (Taranto), Francavilla Fontana (Brindisi) e Lecce.
Ogni segnalazione è stata presa in considerazione ovviamente ma per ora non hanno portato a nulla di rilevante.
Noi ci auguriamo che Sara possa tornare presto a casa e che torni ad occupare quel banco rimasto vuoto.
I precari della scuola continuano a protestare. Da Nord a Sud senza distinzione. I tagli alla scuola continuano infatti a creare dissidi e polemiche tra gli addetti ai lavori e ogni mezzo mediatico a disposizione, scioperi a parte diventa occasione per manifestare la propria rabbia.
Sul social Facebook ad esempio gli insegnanti si sono riuniti in uno status che recitava cosi:
«E se proclamassimo uno sciopero bianco a partire dal 13 settembre? Insegnanti di ruolo e precari che avranno la fortuna di avere la nomina per l’inizio dell’anno scolastico: i sindacati ci dovrebbero appoggiare! E dove sono?».
Gli insegnanti chiedono sostegno al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che dichiara: «Sono disponibile al confronto, non alle polemiche. A queste persone va tutta la nostra solidarietà, anche in maniera concreta. Auspico un confronto nel merito di ciò che si può fare e non di ciò che si vorrebbe. Il governo non è onnipotente, ma tutti i margini di intervento possibili li sta utilizzando. E se questo venisse detto con chiarezza le tensioni potrebbero affievolirsi nell’interesse di tutti e di un buon avvio dell’anno scolastico».
Gli studenti vogliono la tecnologia anche a scuola.
Poco tolleranti per quel che riguarda compiti in classe ed interrogazioni, gli studenti di oggi propongono mezzi più moderni per alleggerire il peso di una scuola sempre meno in linea con i tempi e le esigenze dei giovani.
Uno dei mezzi più richiesti dai giovani e meno utilizzati è proprio internet e a rivelarlo è una ricerca promossa da Comunicazione Perbene, un’associazione no profit che ha monitorato 1.600 studenti e i più importanti siti che si occupano di scuola e formazione in rete.
Dalla ricerca si è evinto che il 73% degli studenti nn si sente a proprio agio a scuola. Molti lamentano programmi “antichi” e metodi di insegnamento noiosi. Tra le proposte dei ragazzi c’è quella dell’utilizzo di smartphone, iPad e videogiochi.
Proprio questa proposta ad esempio, è stata presa in considerazione dall’Università di medicina di Stanford che nel prossimo anno accademico metterà a disposizione delle matricole ben 90 iPad per studiare.
Novità riguardante gli orari di lavoro del personale docente degli istituti tecnici e professionali.
Dopo il ricorso dello Snals-Confsal, il Tar del Lazio con ordinanza del 19 luglio 2010, n. 3363 ha sospeso i decreti relativi alla riduzione degli orari di insegnamento dei docenti sopra citati.
La sospensione della riduzione orario durerà fino a che il Consiglio nazionale della pubblica istruzione non si esprimerà in merito.
L’offerta formativa scolastica è di estrema importanza per la valorizzazione dei giovani e per la loro introduzione nel mondo del lavoro, dunque la tematica della riduzione oraria di insegnamento è particolarmente sentita dalle istituzioni.
Il Ministerò dovrà in questa fase considerare le indicazioni che verranno impartite dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione.
