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Il Blog delle Scuole dei Corsi della Formazione e del Lavoro

Archivio per la categoria 'offerte di lavoro'

Chi di noi non ha mai utilizzato internet per la ricerca del lavoro, utilizzando le tante bacheche e i tanti siti dedicati all’inserimento dei curricula vitae?

Ebbene, arriva una notizia a firma di Umberto Rapetto, colonnello Comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche GdF, secondo cui oltre tre milioni e mezzo di curriculum vitae sarebbero in forte pericolo.

Nella rete infatti alcuni hackers sembrerebbero aver preso di mira il gruppo Trinity Mirror Group, mettendo fuori gioco i siti jobsearch.co.uk  e jobs.mirror.co.uk

Il gruppo ha reso noto il fatto che gli account degli utenti sono stati tempestivamente bloccati per evitare che i propri curricula venissero indebitamente consultati o copiati ed è stata fatta richiesta ufficiale a chi usufruisce dei servizi, di reimpostare le proprie password e nomi utente.

La situazione è dunque critica anche se dai vertici del gruppo Trinity si tende a minimizzare l’attacco degli hackers sui curricula vitae degli utenti. Il timore è che l’attacco dei pirati informatici possa aver fruttato la sparizione dei curricula e l’appropriamento indebito di milioni di indirizzi mail e keywords.

Per risolvere il problema,i tecnici del Trinity Mirror Group, hanno dovuto lavorare quattro ore durante le quali sembra gli attacchi si siano fermati. Ci si chiede però cosa può essere accaduto immediatamente prima e quanto la privacy e la sicurezza degli utenti sia stata tutelata fino in fondo.

Al momento la situazione è serena, e ovviamente a seguito della scuse portate dal Gruppo, gli utenti hanno ripreso la loro normale attività di ricerca lavoro sulla rete.

La prima stesura di legge sul lavoro riguardante la clausola compromissoria sul ricorso all’arbitrato in caso di licenziamento, prevedeva che il dipendente in via di assunzione si sarebbe ritrovato a firmare un contratto dove si imponeva l’arbitro come giudice di eventuale causa di licenziamento.

L’arbitro avrebbe deciso in una base a una “equità”, senza dover essere necessariamente tenuto a osservare quanto stabilito dallo statuto dei lavori in tema licenziamenti.

Adesso il nuovo decreto legge sul lavoro ha fatto retrofront. Il passo indietro è stato compiuto dalla Commissione Lavoro della Camera in seguito alle questioni sollevate dal presidente della Repubblica Napolitano.

Il cambiamento prevede il superamento del problema riguardante il chiarimento della suddetta “equità” arbitraria: infatti adesso la legge prevede che la clausola compromissoria a favore di un arbitro non riguardi le controversie di licenziamento, ma che sia firmata solo al termine di un eventuale periodo di prova in caso di assunzione, a 30 giorni dalla stipula del contratto. Ora al decreto legge non resta che approdare in Aula la prossima settimana dopo questo ultimo via libera da parte della Camera.

Il periodo di crisi coincide con un momento nero dell’occupazione. Chiedetelo agli ex lavoratori in cassa integrazione, ma anche agli under 30, agli immigrati,

agli studenti e a tutte quelle persone che non riescono a trovare sbocchi nella strada per la quale hanno dedicato l’intera vita.

In questo post allora vi segnaliamo con piacere l’intervento degli esperti del Tgcom che ieri hanno pubblicato un interessante articolo avente a tema: Come valutare un’offerta di lavoro?

L’articolo, in sostanza, consiglia alle persone in cerca di lavoro di fare una piccola ricerca prima di decidere sul da farsi per quanto riguarda il contattare o meno l’azienda che si è trovata, o accettare l’eventuale posto di lavoro.

La ricerca riguarderebbe tre punti: 1) cercare informazioni sulla situazione finanziaria dell’azienda (posizione di mercato, stabilità finanziaria, altre offerte di lavoro simili); 2) valutare il proprio background lavorativo, perché eventuali conflitti con l’esperienza che si è acquisita potrebbero nascere rovinando il possibile nuovo rapporto lavorativo; 3) approfondire sempre l’offerta di lavoro, fare domande, cercare di conoscere il team, chiedere quali sono gli obiettivi dell’impiego.

In questo post prendiamo in analisi un argomento che da qualche anno a questa parte, purtroppo, entra nei notiziari di informazione con notizie poco rassicuranti. Stiamo parlando delle truffe online a danno degli utenti di Internet.

Nello specifico, diamo un’occhiata ai corsi in rete che promettono posti di lavoro e guadagni facili ed immediati. Si tratta di una delle truffe più utilizzate sul web, molte diffuse sia tramite campagne di posizionamento nei motori di ricerca che tramite spam e mailing list.

Che nessuno regala niente a nessuno non è una novità, quindi cercate di tenere a mente questi consigli quando vi imbattete in proposte allettanti e offerte di lavoro e collaborazioni alquanto miracolose:

se un corso costa poco, controllatene la qualità ed eventuali segnalazioni su altri siti, e verificate che abbia sempre un sito proprio e che non sia ospitato in altre pagine; se si presenta come ebook o materiale gratuito che poi si rivela essere promozione all’acquista di qualcosa, è una truffa;

se bastano pochi minuti per guadagnare subito e bene, è una truffa; se ci sono frasi del tipo “non è uno scherzo”, “non è una truffa”, “provare per credere”, e ci sono foto di auto, case lussuose e mazzette di denaro contante, è una truffa; se il corso presenta anche “promozioni” o aree e sezioni premium al quale bisogna iscriversi, è una truffa. Occhi aperti, in futuro!

A voi è mai capitato di imbattervi in qualcosa del genere? Scrivete nei commenti qui sotto e fateci sapere cosa ne pensate o qual è stata la vostra esperienza.

Lo stato d’animo di Giorgio Napolitano in seguito alle manifestazioni di fuoco di ieri non dei migliori. Il Presidente della Repubblica ha visto l’argomento lavoro entrare al centro dei dibattiti, in particolare per quanto riguarda le nuove regole che potrebbero essere stabilite dal ddl 1167-B.

Quest’ultimo prevede la possibilità di inserire un ricorso preventivo all’arbitro, invece che al giudice, in caso di controversie di lavoro. Il decreto è stato approvato dal Senato questa settimana.

La preoccupazione, secondo Napolitano, è che il nostro sistema di garanzie e di diritti del lavoro potrebbe stravolgersi in peggio, in quanto il potersi affidare ad un arbitro e non a un giudice in caso di contrasti tra il lavoratore e l’azienda toglierebbe garanzie al lavoratore che di solito si tutela dalla giurisdizione di un magistrato della Repubblica.

Intervenuta già la Cgil, che dà pieno sostegno alla scelta del Presidente Napolitano di non firmare la legge e spedirla indietro al Parlamento.

La legge presenta rischi evidentissimi. Se il lavoratore, al momento dell’assunzione, sceglie le modalità con cui il trattamento di fine rapporto verrà effettuato, è chiaro che la tutela legislativa viene svuotata. Il rapporto di lavoro è tutelato, in Italia, dalla legge in primis, quindi dalla legge di fronte a un giudice. Con le nuove norme si può escludere questo tipo di tutela. Mentre il giudice è un soggetto garantito dalla legge, l’arbitro applica principi di giustizia indipendentemente da ciò che stabilisce la legge”.

dippiù?