Appuntamento a domani sabato 13 marzo per la manifestazione del centrosinistra in Piazza del Popolo a Roma. Ci saranno tutti, dal PD alla Rifondazione, passando per l’Italia dei Valori, i Verdi, i Radicali di Emma Bonino.
In scaletta, naturalmente, si cercherà di non spostare l’attenzione dal “responsabile principale” (come ha detto Di Pietro), facendo sponda dal sondaggio Ispo che ha visto sei regioni assegnarsi al centrosinistra (Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Marche, basilicata, Umbria), tre al centrodestra (Lombardia, Veneto, Calabria) e quattro incerte (Liguria, Lazio, Piemonte, Campania).
Argomento della manifestazione sarà, anche, la situazione occupazione in Italia. Il mondo del lavoro sembra non aver futuro.
Per questo Pierluigi Bersani ha dichiarato di voler offrire “qualcosa di diverso dal futuro che non c’è di Berlusconi”, e proprio a capo dello sciopero CGIL che oggi ha ricevuto molte adesioni il centrosinistra conta di poter ridurre i tempi per un nuovo progetto che riguardi l’occupazione in Italia.
E che parta, soprattutto, dai giovani: l’ulteriore aumento del tasso di disoccupazione previsto per il 2010 sembra mettere allo stremo le forze dei cittadini di domani, sempre più preoccupati dalle proporzioni di questa tragica condizione.
La Regione Puglia in collaborazione con Teca Mediterraneo ha attivato dei corsi di formazione professionale appartenenti alla quinta edizione del Teca fo Bibliographic Instruction, titolo di un progetto di rinnovamento degli utilizzi delle risorse informative.
I corsi di formazione in informatica riguardano il miglioramento dell’utilizzo degli strumenti di ricerca (documenti, banche dati, periodici, cataloghi telematici, reference).
Il corso è diviso a tre categorie di iscritti: cittadini e dipendenti pubblici e privati, per i quali sono previste 61 sessioni raggruppate in 4 moduli ciascuno; docenti, che studieranno in 13 sessioni riguardanti tipologie ed ambiti disciplinari delle risorse elettroniche informative; infine bibliotecari, ai quali sono dedicate 17 sessioni raggruppate in 2 moduli (catalogazione e reference).
Per informazioni e iscrizioni visitare il sito della Regione Puglia: l’edizione 2010 si concluderà il prossimo dicembre e sarà interrotta soltanto nel periodo di agosto.
Su un quotidiano online di Monza e Brianza è comparsa oggi la segnalazione che il nuovo Master in Enogastronomia della Magna Brianza è attivo a partire dal prossimo 15 marzo.
Il Master è stato realizzata dalla Fondazione Emilia Vergani in collaborazione con la Regione Lombardia e le Camere di Commercio di Monza e Brianza e di Lecco.
Cos’è il cibo per quel territorio? Come viene prodotto? In che maniera i professionisti (cuochi, ristoratori e quant’altro) portano avanti secoli di tradizioni enogastronomiche e agroalimentari? Fantasia e conoscenza, queste la ricetta vincente del Master in Enogastronomia della Magna Brianza il quale, oltre a valorizzare la passione per il cibo del territorio, si offre di dare valore turistico e economico all’enogastronomia.
Una scuola di alta specializzazione per la Magna Brianza in tavola: visti i successi, ce ne vorrebbe una per ogni Regione d’Italia.
Il Fondo Sociale Europeo regala un’altra borsa all’Italia ed attiva 10 milioni di euro per stage che saranno messi a disposizione dalla Regione Sicilia.
In Sicilia infatti i disoccupati avranno a disposizione un pacchetto di 1′000 stage con rimborso spese di 500 euro al mese per un anno, presso grosse società partner.
Gli stage retribuiti sono aperti a tutti coloro che vogliono impiegarsi in una attività formativa, fare esperienza, o appunto lavorare sperando in una assunzione al termine della collaborazione.
Il bando per partecipare ad uno di questi stage è disponibile sul sito della società Italia Lavoro Sicilia Spa. La domanda di partecipazione va inviata entro le ore 12 del prossimo 17 marzo. Una pregevole iniziativa, come ha sottolineato Il Giornale Di Sicilia, che permette alla Regione ed ai suoi cittadini di “respirare” e cominciare a vedere un po’ più dluce nel loro futuro.
Sapevate che la classe di lavoratori più colpita in Europa in questi anni di crisi è quella delle donne? Certo, la classe femminile che lavora in Italia fa senza dubbio meno rumore di quella degli immigrati,
che tra decreti legge, xenofobia e crisi del mercato devono davvero compiere i salti mortali per campare nel nostro Paese.
Le donne, però, non sembrano andare tanto a braccetto con il lavoro. A rivelarlo è una inchiesta Istat – Isfol, della quale in questo post vi presentiamo soltantoi dati riguardanti l’Italia.
Solo il 46% delle donne italiane ha un impiego (siamo ultimi in Europa), di queste circa il 27% lascia il posto di lavoro dopo la prima gravidanza, un altro 15% dopo il secondo figlio. Il che vuol dire che, se meno di una donna italiana su due ha un lavoro, di queste un altro 40% lo perde alla nascita del secondogenito.
I motivi? Inconciliabilità con la gravidanza, tempi familiari più esaustivi, discriminazione sul posto di lavoro. La gravidanza viene vissuta dunque dalle future mamme come una forma di penalizzazione concreta nei confronti della propria persona. Eppure, il nostro Stato dispone di una delle legislazioni più all’avanguardia in materia.
Una soluzione? Il progetto “Un fiocco in azienda” attivato dalle donne di La Casa Rosa per tutelare l’occupazione femminile durante la gravidanza. L’iniziativa consiste nell’assistenza sociale gratuita per le donne in maternità, nel frequentare corsi di formazione durante il congedo fino all’integrazione dello stipendio, consulenza continua per i datori di lavoro che aderiranno. Non male, per cominciare.
